L'importanza dell'arabo
Non si dovrebbe sottovalutare il significato della lingua araba. È la lingua nativa di più di 250 milioni di persone residenti negli Stati compresi tra il
Marocco, ad Occidente, e l'Iraq, ad Oriente. La lingua araba classica (fusha) è sentita come sacra da tutti i musulmani (circa un settimo della popolazione
mondiale).
La lingua araba è rispettata e riverita al mondo in quanto lingua del Santo Corano, il quale, secondo i musulmani, ne ha consentito la conservazione nella forma
più pura. In realtà l'arabo ha subito dei mutamenti nei secoli e il Santo Corano continua ad esercitare su di essa una essenziale influenza coesiva. Pertanto,
un arabo colto è in grado di leggere un testo scritto cento anni fa o più.
Grazie alla diffusione dell'Islam, avvenuta a partire dal VII e VIII secolo, la lingua ha ottenuto la sua importanza. In parte per il ruolo religioso che ha rivestito
e riveste tuttora, in parte perché divenne lingua ufficiale dell'amministrazione del Califfato Islamico. È in questo periodo che l'arabo venne a contatto con
alcune lingue europee dalle quali ha tratto un ulteriore arricchimento.
L'arabo e il mondo moderno
Le nuove scoperte scientifiche che hanno dominato il panorama mondiale dell'ultimo secolo hanno imposto un rinnovamento importante nella lingua araba che ha
affrontato la nuova situazione incorporando una serie di neologismi, per lo più termini tecnologici. La traduzione di opere letterarie europee ha accelerato il
processo. Ha avuto origine così un conflitto tra i puristi, che rigettavano l'adozione di parole straniere nella lingua, e i moderni, concordi nell'infrangere
alcune antiche tradizioni. È nato, ad esempio, un nuovo metodo di scrittura giornalistica di cronaca influenzato dallo stile dei media occidentali.
I puristi si sono adoperati nell'introdurre neologismi tratti dall'arabo per provvedere alle nuove esigenze linguistiche, ma il loro sforzo non è valso a impedire
l'adozione di parole straniere. La parola hatif, ad esempio, è stata impiegata per indicare il “telefono”, ma la versione occidentale talfun è
rimasta comunque in uso.
Ulteriori cambiamenti hanno comportato la perdita di numerosi termini tra i più affascinanti, in particolare quelli relativi alla vita beduina come risultato
della rapida decrescita del numero di beduini e della mutata condizione sociale che tende sempre più a divenire urbana e sedentaria.
Le lingue più parlate al mondo
Secondo l'articolo di George Weber “Le 10 lingue più influenti al mondo”, in Language Today (vol. 2, Dic. 1997):
(il numero dei parlanti nativi è tra parentesi)
1. Cinese Mandarino (1,2 bilioni)
2. Inglese (330 milioni)
3. Spagnolo (300 milioni)
4. Hindi/Urdu (250 milioni)
5. Arabo (200 milioni)
6. Bengali (185 milioni)
7. Portoghese (160 milioni)
8. Russo (160 milioni)
9. Giapponese (125 milioni)
10. Tedesco (100 milioni)
11. Punjabi (90 milioni)
12. Francese (75 milioni)
Secondo l'Ethnologue, XIII edizione,
1. Cinese (Mandarino) 1,075 milioni.
2. Inglese 514 milioni.
3. Indostano 496 milioni.
4. Spagnolo 425 milioni.
5. Russo 275 milioni.
6. Arabo 256 milioni.
7. Bengali 215 milioni.
8. Portoghese 194 milioni.
9. Malese-Indonesiano 176 milioni.
10. Francese 129 milioni.
La seguente lista ordina le lingue secondo il numero di paesi in cui ognuna è parlata. La cifra tra parentesi indica il numero di paesi in cui la lingua è in
uso (Weber, 1997):
1. Inglese (115)
2. Francese (35)
3. Arabo (24)
4. Spagnolo (20)
5. Russo (16)
6. Tedesco (9)
7. Mandarino (5)
8. Portoghese (5)
9. Hindi/Urdu (2)
10. Bengali (1)
11. Giapponese (1)
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